Vivo a Modena, la mia città natale.
Fotografo da tempo sempre alla ricerca di colori intensi, saturi, spesso volutamente esasperati.
Ho passato alcuni anni senza scattare; poi una breve parentesi dedicata al video.
Nel 2008 il ritorno alla fotocamera, e da allora mi dedico solo all’immagine fissa.
Molte delle mie immagini sono nate nei centri urbani, in luce naturale; ma non escludo diverse scelte per prossimi progetti; in ogni caso non mi sento e non sono un fotoreporter.
Quando scatto penso soprattutto al risultato finale; a ciò che vorrei ‘trovare’: una immagine nuova, per quanto nata ed estrapolata dal contesto che l’ha originata.
Negli anni più recenti ho avuto l’opportunità di esporre in pubblico alcuni miei lavori e in occasione di una mostra personale, un giornale locale pubblicò un commento critico che sento molto vicino e per questo ne riporto una sintesi: “Il percorso di Ugolini si colloca nell'ambito della percezione istantanea, dell'immagine catturata dall'occhio inconscio….. un approccio innanzitutto estetico al mondo, di natura pre-categoriale ……..intuizione in uno spazio-tempo confuso, indecifrabile. Le sue fotografie riescono a catturare questi istanti infinitesimali e ci restituiscono emozioni di stupore, sorpresa, sgomento. L’autore dice che la fotocamera è sia trait d’union che barriera fra lui e la realtá. Verissimo: trait d’union perché lo connette a ció che è invisibile per il pensiero categoriale, e barriera perché le immagini che la fotocamera gli restituisce non possono che stupire la mente riflessiva.”

Gabriele Ugolini, 2016