SENZA RUBARE L’ANIMA

Ho grande interesse per le  condizioni e i comportamenti umani, sia sociali, che individuali; ma non per il mio lavoro di fotografia. Il ‘Reportage Fotografico’, nella sua accezione normalmente condivisa, è un genere che non sento e che non mi appassiona. Un esempio: ero a Calcutta e lasciai volutamente la fotocamera in hotel; a Soweto scattai alcune foto ai bambini che giocavano solo per ricordarmi i loro sorrisi: ma non le ho mai mostrate. Tutto é probabilmente nato all’inizio del mio amore per la fotografia (avevo vent’anni) e sentii una persona che, di ritorno da una viaggio di vacanze, raccontava di aver visto e fotografato una ‘miseria affascinante’.  Apprezzo comunque molto il lavoro di alcuni bravi e onesti ‘reporter’ di denuncia; per contro non amo chi usa la fotografia per ‘spettacolarizzare’ la sofferenza, la miseria e il disagio. Nei miei scatti le persone entrano quasi  sempre per caso e come elementi grafici di una composizione.